sax


- corso strumentale
- test non richiesto
- attivato a merano bolzano

presentazione


“Meno di un secolo fa, il saxofono, o sassofono, non lo conosceva nessuno. Solo alcuni musicisti addentro ai misteri dell’orchestra sinfonica fin nelle sue più intime pieghe sapevano dell’esistenza di questo arnese dall’aspetto buffo, parente bastardo del clarinetto. (….) E oggi? Guardiamoci intorno: l’immagine del sax sta dappertutto. Ragazzi, e da qualche tempo anche ragazze, che suonano il sax. Copertine di dischi piene di sax. Metodi ed esercizi per sax. Spille a forma di sax. Pubblicità di profumi, biscotti, automobili, sigarette e whisky popolate, assurdamente, da gente che suona il sax. Il sax ha il potere di rendere desiderabile qualunque cosa. Come un mendicante che ha vinto un miliardo alla lotteria, i sax ha visto ribaltarsi il suo status: da anonimo a superstar, da rarità a moneta corrente, da oggetto bizzarro a familiare. (…..) Oggi il sax contende alla chitarra e al pianoforte un sorprendente primato: è uno degli strumenti più universali che esistano. (…). E’ di rigore, in pubblicità, e nelle colonne sonore del cinema (….). L’identità psicologica che a ciascun sassofono hanno dato i maestri del jazz ha attecchito così in profondità, che oggi essa ci pare ovvia e naturale: e ci sembra impossibile che sia stata, in un certo momento e da un certo musicista, “inventata”. Non riusciamo più a credere che un tempo, prima di Johnny Hodges, il sax alto di sensuale non avesse proprio un bel nulla. Era una pipa di nichel, e la gente rideva solo a vederlo.” Tratto dalla prefazione di Marcello Piras, (1988) a “Il sax. Lo strumento, la storia, le tecniche.” di Roberto Ottaviano, Franco Muzzio Editore, 1989.